Pillole di vita: la paura del cambiamento

Ciao amici, finalmente il mondo si macchia di bianco, le strade e le nostre case brillano di lampadine colorate. Camini accesi e regali.

Quest’anno pochi regali, pensati bene e utili. Io mi sono fatto regalare il kit per preparare il Té Matcha, nelle ultime settimane ho studiato tutte le proprietà di questo té, anzi, magari vi faccio un articolo approfondito, ma fa benissimo. E ho regalato un albero, grazie a Treedom. Un bellissimo albero di cacao ad Haiti, anche su questo vorrei farvi un articolo, nel frattempo vi lascio con il link al loro sito.

Torniamo a noi! Come avete visto quest’autunno è stato zeppo di nuove uscite: Il Sabba del Villaggio, Furia e La Dama Bianca, e non mi fermo qui, perché l’anno prossimo ce ne sarà un’altra, insomma, sto raccogliendo quello che ho seminato, e questo grazie a ‘quella voce’.

Cambiamento

La vita muta, ogni istante. Nulla è stabile e, per quanto questo concetto possa destabilizzarci, dobbiamo imparare a cavalcare il cambiamento. Un po’ come quando si fa surf o, per chi come me che non ha mai fatto surf, un po’ come una foglia che si lascia trasportare dal vento, e danza, leggiadra, in aria.

In ogni caso, seguendo lo scorrere della vita, sta a noi percorrere sempre la nostra strada.

Ogni volta che è giunto un cambiamento, sia deciso da me che non, arrivava anche quella voce. ‘Guarda che non ce la farai.’, oppure ‘Guarda che facendo così perderai tutto.’

Non è sempre stata una voce interiore, molte volte erano le persone al mio fianco a pronunciare quelle parole.

E se la ‘perdita di tutto’ è in realtà il più grande guadagno? In fin dei conti scegliere di cambiare significa voler abbandonare qualcosa, per fare spazio a tutto il resto, o no?

Io il cambiamento l’ho sempre vissuto come una sfida.

E se?

E se avessi ascoltato quelle voci? Beh, in passato l’ho fatto tante volte. Mai dimenticherò la persona che quindici anni fa mi disse: ‘Inutile che scrivi, non ce la farai mai’. Era la persona più importante per me. Più importante di me.

Sapete, ascoltare quelle voci, credere in quelle parole, fa sì che poi interiorizziamo quei concetti. Li rendiamo nostri. Ed ecco che iniziano i dubbi: e se lo facessi? E se non ce la facessi? E se… e se… e se…

La sindrome dell’impostore

Ed ecco che si concatenano pensieri che vanno a modellarci. Iniziamo a sentirci non all’altezza, crediamo che se abbiamo ottenuto qualcosa è stata solo fortuna. Oppure merito degli altri, peggio ancora: non meritiamo quello che abbiamo raggiunto, perché c’è gente più meritevole.

Questa è la sindrome dell’impostore. Comune a molti di noi.

Io stesso non credevo di meritare, pensavo di non essere mai all’altezza, e ogni volta che raggiungevo un obiettivo mi domandavo: l’avrò meritato?

Sì che l’ho meritato, perché valgo, come tutti noi.

Così ho iniziato a liberarmi della scarsa autostima, della paura del fallimento, del giudizio altrui. Insomma, se avessi ascoltato tutte le cose che mi sono state dette quando ho deciso di cambiare a quest’ora non sarei di certo qui, alle 5 del mattino, a scrivere, non so dove sarei, ma non sarei così felice.

Una volta una persona a me carissima mi disse: se cambi non torni indietro e rischi di perdere tutto.

Allora cambio, e subito.

Sono riuscito a cacciare fuori le voci degli altri, e ho iniziato ad ascoltare quella voce, la mia. Che mi guida e mi ripete ogni giorno che posso farcela, e che devo farcela.

Noi meritiamo, non esiste il fato, siamo noi che prendiamo in mano il nostro destino e lo modelliamo a piacimento. Dobbiamo entrare nell’ottica che siamo i migliori amici di noi stessi.

Cosa preferireste fare, prendervi un caffè con una persona che vi ripete che non ce la farete, oppure guardare il tramonto con una persona che vi racconta le meraviglie della vita? Io con la seconda.

Ma quella persona che è seduta al vostro fianco mentre il sole macchia d’arancio il cielo, siete voi.
Tutto deve partire da voi.
Cambiate vibrazioni, e la vita si sintonizzerà su quello che è più giusto per voi. Abbiate coraggio di cambiare, e di ascoltarvi. E siate grati per ogni cambiamento.

Le stagioni cambiano, il sole lascia spazio alla notte, i fiumi scorrono, niente è statico, e questo significa che è tutto vivo. Cambiare significa vivere. Ascoltatevi e cambiate. Potete farcela. Lo so.
Basta fare un piccolo passo, il primo, e poi tutto verrà naturale.
Restare fermi, in una situazione che non ci da piacere, significa regredire.
Un passo, seppur insignificante all’inizio, a fine processo lo vedrete come quello più importante, perché da lì è iniziato tutto.
Non ascoltate le paure degli altri, non lasciate che proiettino su di voi le loro frustrazioni, non punitevi mai, ma andate avanti, per il vostro percorso, perché solo così la vita vi donerà quello di cui avete bisogno.
Avanti tutta, siate coraggiosi, diventate il vostro migliore amico, non fermatevi mai, ma vivete.
Vivete e cambiate.
Vi abbraccio, sognatori!

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