Pillole di Vita: Fine/Inizio

Buongiorno Amici, scusate la grande assenza, ma questo autunno continua a essere una stagione di fuoco. Le mie giornate iniziano alle 4 del mattino, e fino alle 6 e mezza di sera non mi fermo un attimo.
Tra scrittura, lettura, meditazione e 8 ore in ufficio non ho tempo per nulla.
In questo momento è domenica, sono le 4, e ne approfitto per aggiornarvi.
PS: questa settimana sicuramente oltre a questo articolo ne uscirà un altro, perché c’è una nuova pubblicazione dietro l’angolo!
Oggi ne approfitto per parlarvi di un concetto che ho avuto modo di affrontare e capire nell’ultimo anno, quello della Fine e dell’Inizio.

Impermanenza

La vita è in continuo mutamento, è un flusso dinamico, spesso ci appare imperfetto (ma è armonico). Quello dell’impermanenza è un concetto al quale mi sono avvicinato grazie alla pratica buddista. In effetti nella nostra cultura spesso concepiamo ogni cosa scandita da un inizio e una fine.
La vita stessa la concepiamo scandita dalla nascita e della morte, o almeno così siamo abituati a percepirla.
Come ogni evento. Un po’ come se guardassimo ogni cosa che ci accade e l’accettassimo passivamente, sperando in una sua fine, in caso di qualcosa che ci arreca sofferenza, o sperando non termini mai, in caso di qualcosa che ci appaga.
La vita continua a cambiare, i fenomeni, le stagioni, noi stessi.
Ho iniziato a guardare ogni cosa sotto questa prospettiva e, con un po’ di fatica, ho cominciato ad apprezzare questo concetto. Perché tutto segue un flusso. Tutto può cambiare. Nella fine di ogni cosa è già contenuto un nuovo inizio.

Lascia andare

Abbiamo paura dell’ignoto. Siamo terrorizzati dal non sapere quello che ci aspetta. Viviamo perennemente con il pensiero rivolto a ciò che è stato, e con il timore che si affaccia verso ciò che sarà.
Non ci fermiamo mai, però, a guardare ciò che è adesso, in questo preciso istante.
Questo è un grave errore che commettiamo, perché ogni istante presente contiene già in sé il nostro passato, e le cause che stiamo mettendo per il nostro futuro.
Solo concentrandoci nel qui e ora possiamo prendere il nostro destino in mano, e rendere propria questa famosa impermanenza del tutto. Possiamo, in parole povere, cambiare.
Cosa è che vogliamo tutti? Essere felici. Vivere una vita appagante. Realizzare i nostri sogni. Trovare l’amore.
Quante cose che vogliamo.
E perché spesso non le otteniamo?
Perché siamo proiettati verso il futuro, lo vediamo con paura, riempiamo la nostra mente con tante domande e tanti se, quando basterebbe fermarci nel momento presente, vivere istante dopo istante e iniziare a prendere in mano tutto.
Io ho imparato a lasciare andare.
Proprio perché la vita continua a cambiare, ostacoli e problemi sono sempre dietro l’angolo, è vero, ma quello che possiamo iniziare a fare è lasciare andare tutto ciò che ci fa star male, senza avere paura.
È semplice. Lasciamo andare, lasciamo scorrere.
Un po’ come la rabbia, o i pensieri negativi, spesso cerchiamo di reprimerli, chiudendoli dentro di noi e non accettandoli, ed ecco che cominciamo a covarli. Da lì, nasce il rancore, la frustrazione, un pensiero si concatena a un altro e finiamo per essere fagocitati da una negatività completa e distruttiva.
Invece no, abbracciamo quelle sensazioni, comprendiamole, e lasciamole andare via, liberiamole.
Questo è molto importante, e anche difficile da fare.

Fai spazio

Perché lasciandole andare creiamo altro spazio. Spazio per accogliere pensieri postivi, le cose positive della nostra vita.
Per questo, cerco sempre di fermare i miei pensieri e capire cosa mi crea sofferenza. Cosa mi infetta (quanto odio questo termine), e inizia a divorarmi.
Abbraccio questa cosa, questo pensiero, questa situazione, e la lascio volare libera.
Mi libero, e accolgo le altre sorprese che ha per me la vita. Applico questo concetto a tutto, alle amicizie, ai rapporti lavorativi, ai singoli pensieri.
Perché, in fondo, ogni cosa che ci crea malessere, non è niente di positivo per noi.
La prima volta provai paura. Cosa sarebbe accaduto dopo?
Ce l’avrei fatta?
Sì, la risposta è sì. Ce l’ho fatta. Perché quando ho lasciato andare quella cosa che mi causava malessere, eccolo che è sbocciato un altro fiore dentro di me, che ha compensato quel malessere con una grande gioia. Ho alcuni amici che vivono delle situazioni di stallo sia nel lavoro, che nella vita privata, e stanno male. Mi rispecchio in loro, e i loro timori sono stati gli stessi miei, ma quando provo a dirgli: non abbassatevi a quelle situazioni, lasciatele andare, mettete in atto una causa positiva nella vostra vita, loro di riposta non fanno niente.
Perché?
Per paura.
Perché diciamocelo, un po’ tutti noi crediamo di avere quello che meritiamo. E se cerchiamo di essere più felici, c’è sempre quella voce dentro di noi che ci dice che magari quella felicità arriverà, ma solo nel futuro.
Ed è qui che sbagliamo, quella felicità c’è proprio ora, in questo momento. Smettiamola di soffermarci sul futuro, torniamo un attimo al presente, prendiamo in mano tutte le cose che non vanno e lanciamole fuori da noi.
L’altro giorno ho avuto una discussione a lavoro, e ho ‘lanciato fuori’ alcuni pensieri che reprimevo dentro, dopo come sono stato bene. Ecco, fatelo sempre.

Dipendenti da noi stessi

Ricordiamo che noi non dipendiamo da nessuno. Certo, sentirsi apprezzati fa sempre bene, ma la persona più importante che deve dirci: sei bravo, siamo solo ed esclusivamente noi!
Prima cercavo sempre l’approvazione dagli altri. Mi tuffavo in situazioni che mi turbavano, solo perché cercavo una ricompensa che io non riuscivo a darmi.
Ed eccoli, che si riaffacciavano pensieri negativi, la paura di non farcela, di non essere all’altezza. Un turbine oscuro che mi mangiava.
Ora sono fedele a me stesso, dipendo da me. Nessuno può decidere della mia felicità, perché ho imparato a maneggiarla da solo.
Mi sono ripulito da tante sensazioni nocive come può essere il rancore. Mi sono ripulito dalla paura del non essere sufficiente. Di non meritare.
Adesso abbraccio il flusso della vita, i suoi cambiamenti, mi ripeto ogni momento che posso farcela, che merito, che sto facendo la cosa giusta, e tutto quello che è al di fuori del mio ambiente, non riesce a influenzarmi.
Ho deciso di scrivere questo articolo, perché un nuovo inizio è vicino, manca ancora un po’ (due settimane), e questa volta lo sto affrontando con una grande leggerezza e gioia.
Non riempitevi di problemi che non vi appartengono, ma dentro di voi, sapete già cosa è che vi crea sofferenza, e cosa è che vi fa stare bene.
Tutti noi nasciamo, ma vive solo chi ha il coraggio di rinascere.
Non c’è bisogno che il capo vi dica: bravo.
Non c’è bisogno che l’amico vi dica: sei perfetto.
Dovete essere voi a specchiarvi ogni mattina, a fissarvi dritti negli occhi e dirvi: sei bravo, meriti, ti voglio bene!
Ce la fate a farlo?
Io non ce la facevo all’inizio, ho imparato a farlo e ora mi piace specchiarmi!
Adesso non scendo a compromessi per la mia felicità. Io ho la mia strada. Io la seguo. Perché, diciamocela tutta, solo se stiamo bene noi possiamo aiutare chi abbiamo al nostro fianco a stare bene.
Via rancore, via rabbia, via tutte le negazioni.
Lasciate andare, e accogliete.
L’impermanenza della vita è anche questo. Tutto scorre. Sta a noi seguire la corrente giusta, quella che ci porta alla nostra felicità.
Sta a noi indirizzare la nostra vita verso la realizzazione. Nessuno ne ha il potere.
È tutto nelle mani nostre, e lo è sempre stato.
Basta rivolgersi al passato, basta sbirciare al futuro. Spalanchiamo gli occhi al presente e iniziamo a fare i passi che ci portano alla nostra meta.
Avanti tutta a noi, sognatori!


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