#VitaDaScrittori: Nora

Ciao amici, eccoci con l’approfondimento sul mio secondo libro e primo romanzo: Nora. La storia che mi ha regalato più soddisfazioni e alla quale sono particolarmente legato.

Giacomo_Ferraiuolo

Prima di Nora

Quando ho approcciato alla stesura di Nora, prima ancora che nascesse il suo personaggio e tutto l’orrore che si è trovata a dover affrontare, avevo già chiaro il messaggio che avrei voluto dare ai lettori: una critica al pregiudizio. Dopo poco ho cominciato a delineare la storia di questa donna amata e odiata.
Una donna ridotta a vivere ai margini della società.

Un ruolo fondamentale lo ha avuto l’ambientazione e le figure di contorno.
Nora è ambientato in una cittadina alla periferie di Roma, Acilia, nella quale avevo trascorso un pomeriggio, aspettando un amico. Era luglio inoltrato, ed ero lì, a passeggiare per stradine residenziali.
Un caldo terrificante, i rumori delle stoviglie e voci ovattate che scivolavano fuori dalle villette a schiera.
Cercavo un po’ d’ombra, un posto dove ripararmi. C’era un piccolo bar che, ovviamente, era chiuso.
Furono delle ore tremende.
Quando aprii il foglio bianco sul quale di lì a poco avrei scritto il titolo del romanzo mi tornò in mente quel pomeriggio e decisi che era proprio lì dove avrei ambientato Nora: un quartiere residenziale durante un’estate afosa. Mosche, sudore, tè freddo e biscotti al cocco.

Il contorno

In ogni storia i ruoli fondamentali sono quelli dei personaggi di contorno, oltre che l’ambientazione. Io sono una persona molto curiosa e avendo lavorato sempre a contatto con il pubblico, mi capitava (volontariamente e non) di ascoltare stralci di discorsi, litigi, conversazioni.
Quando ho cominciato a delineare i vicini di Nora e chi si sarebbe dovuto prendere cura di lei, ho cercato di metterci quanto più di vero potessi.
I loro discorsi, i loro modi, erano gli stessi che vedevo, che ascoltavo.
Sono felice quando mi viene detto che tutti questi personaggi reggono sulle loro spalle l’intera storia.

I Senza Nome

Ma sono loro i personaggi che ho adorato di più. Nel romanzo non vengono mai nominati, se non come le ‘ombre’ che popolano la casa e la mente di Nora.
Esseri che implorano per un po’ d’amore. Figure senza un nome e un’identità, costrette a tormentare la protagonista del romanzo.
Tutta l’umanità che ho cercato di strappar via dai personaggi ‘reali’, ho cercato in qualche modo di donarla a questi esseri terrificanti.
Ho provato compassione per loro, vittime innocenti abbandonate.

Un lavoro un po’ complesso che ho voluto fare è stato quello di non costruire un unico antagonista, ma nel romanzo ogni personaggio, anche la Nora stessa, è la nemesi di se stesso, perché in fondo, lo sappiamo che è così. Dentro ognuno di noi c’è il bene e il male e siamo noi i nostri più grandi nemici.

Non credo nel bianco e nel nero, piuttosto credo nelle sfumature.

Vincitore!

Non appena è uscito il romanzo ha subito raccolto critiche molto positive da parte dei lettori e dei blogger, e mi sono sentito vivere in un sogno, già il fatto che Francesca Pace e la Dark Zone avevano deciso di scommettere nuovamente su di me, mi aveva reso orgoglioso del lavoro che avevo fatto.
Nora è una storia difficile, come da molti è definita: Nora è un pugno.
Non c’è il politically correct, ci sono scene forti, violente, che vanno oltre la morale, e per questo ho ricevuto anche alcune critiche.
Mi sono sempre detto: ha scosso, e questo è quello che conta.
Quando ho scritto Nora volevo proprio questo, non lasciare indifferenti, e ho preso a braccia aperte le critiche e gli elogi.

Nel 2019, due anni dopo la pubblicazione e dopo diverse ristampe, ho vinto anche l’ambito Trofeo Cittadella come ‘Miglior Romanzo Fantasy Italiano’. Sono ancora incredulo.

Per me, per loro

La vittoria è tanto mia quanto di tutte le persone a cui è dedicato il libro: tutte le Anime incomprese.
Tutte le persone che vengono messe da parte, che vorrebbero avere una voce in questa società, ma le cui corde vocali vengono strappate via.
Ho vinto per me, ho dimostrato a me stesso che posso farcela, ho vinto per loro e per tutte le persone che hanno un sogno che pensano sia troppo grande da realizzare.

Non è finita.

Nora può essere letto come un romanzo autoconclusivo ma, sempre nel 2019, grazie alla Dark Zone, ho pubblicato un prequel/sequel intitolato Stanza 218.
Questa stanza viene nominata molte volte all’interno del romanzo Nora, un personaggio ruota attorno a chi, o cosa, è rinchiuso in questa stanza.
Per quanto scrivere Nora è stato semplice, perché sapevo la storia che volevo raccontare e come raccontarla, per Stanza 218 è stato un tormento. Di questo però ve ne parlerò tra due settimane.

La più bella lezione

Questo è Nora per me, la realizzazione del mio più grande sogno. Un punto di partenza verso mente sempre più luminose, nonostante l’oscurità che gronda dalle pagine che scrivo.
Stanno per uscire altre storie che ho scritto, ma quella di Nora rimarrà per sempre al primo posto, lo devo a lei, lo devo a me.
Ricordiamoci sempre quanto valiamo e che la nostra voce deve essere sentita, anche al costo di gridare.
Nessuno sa cosa stiamo vivendo e le nostre battaglie, e nessuno ha il diritto di distruggerci, neanche noi stessi.
Questo è Nora.

Grazie a tutti voi per avermi seguito fin dal giorno zero, e per essere ancora qui.
Grazie anche a chi mi seguirà da oggi.
Semplicemente Grazie.


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