Pillole di Vita: Il Lamento

Ciao amici, ormai è un anno che stiamo vivendo in un incubo, la nostra normalità è stata spazzata via da un nemico invisibile, e abbiamo dovuto trovare di nuovo noi stessi in questa anormalità.
Io stesso avevo visto sgretolarsi davanti ai miei occhi tutte le mie sicurezze, domandandomi: e ora che ne sarà di tutto?
Un grande stato di insoddisfazione mi stava fagocitando.

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Sentirsi impotenti

Ho riflettuto sulla semplicità di lamentarsi, il tirar fuori quello stato di malessere che abbiamo dentro. Telefonate lunghissime e messaggi a ritmo molesto.
Quanto mi sono lamentato nel corso degli anni? Tante volte, anzi, troppe volte.
Era come se vedessi la mia vita sotto un’ottica farcita di vittimismo e rassegnazione. Come se la vita dovesse essere solo un viaggio appagante che mi era stato negato.
In realtà ero semplicemente impotente davanti agli eventi, e questo portava a una sola conseguenza: l’accettare passivamente prima, e lamentarmene solo dopo.

Sfogo o bisogno?

Lamentarsi a volte fa bene, il raccontare una vicenda che ci ha destabilizzato, o causato rabbia.
Un po’ come quando raccontiamo ai nostri amici di tale vittoria, o notizia bella, allo stesso modo, lamentarsi di un determinato fatto è una forma di sfogo.
In passato il lamento per me era, invece, una forma di bisogno. Sentivo il bisogno di parlare solamente di quanto tutto mi sembrasse così storto e… ingiusto.
Cercavo di colmare quella mancanza o quella frustrazione semplicemente parlandone e alimentandola.
Il lavoro è insoddisfacente, e le mie conversazioni giravano solo attorno a quella tematica.
Il conto in banca è sempre al verde, e iniziavano collegamenti assurdi, sul perché tutto fosse così ingiusto, arrivando a relazioni insoddisfacenti e agli esami universitari troppo difficili.

Una congiura

Ebbene sì, era come se tutto fosse una congiura tramata alle mie spalle da qualche forza divina volta a distruggere ogni cosa che volevo fare.
In realtà ero solo io che continuavo a distruggermi.
Vedevo ogni cosa sotto un’ottica diversa, sbagliata. Risucchiato da questa necessità di sentirmi sempre un gradino più basso, sfiorando spesso il vittimismo.
Potevo avere la relazione più solida e felice, potevo avere il lavoro più dignitoso, ero insoddisfatto, perché non era come lo avevo idealizzato nella mia testa.
Tutto remava contro di me.

Progresso o Regresso

Quando abbiamo un problema, e lo identifichiamo, di certo sappiamo anche la strada che dobbiamo percorrere per risolverlo, o no?
Fortunatamente il Giacomo che vi ho raccontato fino a questo punto l’ho lasciato da parte, col passare degli anni mi liberavo sempre di più di quel bisogno malsano di lamentarmi. L’ultima prova l’ho avuta con l’inizio di questa pandemia, quando l’ombra del lamento è tornata così solida nella mia vita, che ho dovuto cacciarla definitivamente.

Quello che credo è che dobbiamo cercare di creare valore ogni istante della nostra vita, non c’è nessuna forza divina che rema contro di noi, bensì siamo noi ad avere il potere di raddrizzare la nostra strada. Con ciò non sto affermando che la vita sia libera di ingiustizie e difficoltà, ma sta tutto a noi come affrontarle.

Se riconosco un problema o una situazione di sofferenza, ammetto che è più semplice alzare il telefono e sfogarsi con un amico, lasciando lo sfogo fine a se stesso, ma quello non è progredire.
Progredire è trovare una soluzione, il cercare di uscirne fuori, lottando.

Abbiamo la forza

Per quanto alcune situazioni possano farci sentire impotenti, la forza per reagire ce l’abbiamo. Magari a piccole dosi, ma un passo al giorno verso la risoluzione del problema, ci porterà a scalare una montagna, è vero, ma immaginate la vista una volta raggiunta la cima.
Mozzafiato!

foto web

Risolvere un problema significa anche apportare un cambiamento nella nostra vita, e anche questo fa molta paura.
Ho lasciato un contratto a tempo indeterminato, non ero felice, erano anni che mi lamentavo e mi autoflagellavo, ripetendomi: non è il futuro che voglio per me!
In tutti quegli anni in cui sognavo il lavoro perfetto, secondo voi stavo mettendo cause positive? Stavo facendo qualcosa per cambiare quella situazione?
No, stagnavo nel lamento.
Sprecavo tutte le mie energie lamentandomi.

Ho lasciato quel lavoro, e ho avuto paura, per i primi due mesi ho iniziato a soffrire di attacchi di panico, perché avevo preso una decisione che non mi avrebbe permesso di tornare indietro, e avevo paura anche perché avevo avuto…

Coraggio

Sì, coraggio di cambiare. Sono tornato a vivere.
Trovato il problema è facile trovare la situazione. La vita è piena di opportunità, ce ne sono infinite davanti ai nostri occhi, bisogna solo saperle vedere, perché ammettiamolo, siamo tutti un po’ miopi di fronte alla vastità delle occasioni.
Io lo sono anche nella vita di tutti i giorni. Quando passeggio per Firenze e indosso gli occhiali vedo particolari che prima mi erano negati.
Forse dovremmo indossare gli occhiali anche di fronte alla vita e amare tutte le sue sfaccettature e le prove di crescita.

Fa bene lamentarsi, se ci serve per trovare una soluzione a un problema, per far chiarezza su una questione. Ma se notiamo che veniamo risucchiati nel bisogno fine a se stesso del lamento, solo allora dobbiamo fermarci, perché non stiamo crescendo, stiamo regredendo, stagnando in una situazione infelice.

È dura lavorare su di noi, è dura risolvere i nostri problemi, ma dobbiamo farlo, per renderci sempre migliori, per raggiungere il punto più alto della nostra vita.

Paura del cambiamento

A volte ci frena la paura del cambiamento. Proviamo a fermarci e a pensare alla vita dei nostri sogni, o a ciò che ci fa stare bene. Tutto è possibile, solo se mettiamo le cause giuste nella nostra vita, e se affrontiamo ogni istante con la determinazione di potercela fare.
Io so che posso.
Questa è la chiave.

I problemi devono essere visti come una fonte di crescita, niente di più.
Decidete la vostra meta e non lasciate che niente possa interferire. Non permettiamo a cause esterne di minare alla nostra stabilità, la chiave è il nostro equilibrio interiore.

Trasformiamo il lamento in un punto di svolta, vedrete che tutte le porte si apriranno, e quella vita che sembrava tanto ingiusta comincerà a donarci ciò che volevamo sul serio.

Avanti tutta, sognatori!

4 risposte a "Pillole di Vita: Il Lamento"

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  1. Ciao Giacomo, mi è piaciuto moltissimo questo tuo articolo. Una riflessione sul “lamento” mi sembra appropriata. Anche io l’ho utilizzato tanto. Sono cambiata da quando sono diventata più sicura di me stessa ed ho provato a guardarmi: cosa faccio, in che modo lo faccio, cosa dico, cosa non dico. E soprattutto mi accetto così come sono, anche i miei difetti che ora conosco. È lí che bisogna lavorare.

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      1. Ciao Steff, concentrati sempre sul positivo. Quello che faccio io non appena inciampo in un pensiero negativo è fermarmi e orientare la mia mente verso qualcosa di buono e costruttivo. Io credo che ogni situazione, per quanto negativa, possa darci lo spunto per crescere e migliorare (ovviamente superarla). Può sembrare difficile, un po’ lo è, ma sta tutto nell’allenarsi. Non ci manca niente e non siamo inferiori a niente e nessuno 😉

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