#VitaDaScrittori: Le novità

Ciao amici, l’ultima volta c’eravamo lasciati con l’attesa pre-pubblicazione, e alcune cose sono cambiate.
Ho ragionato molto su quanto avevo scritto e su tutta questa situazione di stallo, ma sono sempre più felice di quest’attesa, perché questa pandemia non mi avrebbe permesso di poter vivere a pieno ogni cosa.
So che arriverà il momento giusto, se sarà tra due settimane o quattro mesi, questo non lo so ancora, ma siamo sempre più vicini.

Un nuovo contratto

A inizio anno ho stilato la lista di tutti gli obiettivi che voglio raggiungere entro dicembre, mi è molto d’aiuto perché mi serve a mantenere il focus saldo su tutto. Molte di queste determinazioni riguardano la mia sfera personale, però c’era quest’obiettivo in particolare: pubblicare le storie che lascio da parte.

Dovete sapere che io molto spesso scrivo e lascio lì, perché in alcune storie c’è tanto di me, perché non vorrei venisse letta in un certo modo, insomma, paranoie.

Un mese fa una persona che stimo molto, e che ha creduto in me sin dal giorno uno, mi ha detto che avrebbe cominciato a collaborare con una nuova realtà editoriale.
Il solo pensiero di lavorare con lei mi ha dato una botta di adrenalina, e mi sono fiondato ad aprire il cassetto dei manoscritti.

La storia

Avevo scritto questa storia quando ho vissuto nella meravigliosa Verbania, era l’autunno del 2017. Un pomeriggio mentre tornavo da una lunga passeggiata mi persi in una stradina di periferia e mi ritrovai a invadere un giardino pieno di lapidi.
Non era un cimitero, erano lì, disordinate, tra l’erba incolta, al tramonto, in un silenzio assoluto.
Quel momento mi era scivolato dentro e aveva iniziato a pulsare. Era nata la storia.

Non la terminai lì a Verbania, perché mi trovavo a vivere in un sogno così utopico. Al punto che la mia anima oscura si era assopita, e sapevo che non sarei riuscito a scrivere degnamente la parte finale del romanzo, in cui un crescendo di follia e orrore doveva letteralmente grondare dalle pagine.

La ripresi nel 2019 e in poche settimane conclusi la stesura.
Qualcosa non andava. C’era tanto di me. Pensieri, dialoghi, riflessioni. Ero troppo io. Era come mettersi a nudo e farsi leggere tra le righe di quel romanzo pieno di violenza e rassegnazione. Lo chiusi definitivamente nel cassetto, non ero pronto, semplice.

Quest’anno è stato diverso, l’obiettivo l’ho definito, e lo porterò a termine, avevo quest’occasione, e forse iniziando ad approcciare a ogni cosa con una maturità diversa, mi sono sentito pronto.

Le quattro del mattino.

Sì, se non sono le quattro significa che sono le cinque, ma a quest’ora cerco di svegliarmi almeno quattro volte a settimana, prima di andare in ufficio, per concedermi quelle poche ore per me, le mie storie, i miei progetti.
Ho scoperto di essere molto più lucido a quest’ora che dopo una giornata d’ufficio.

Quindi, sveglia all’alba, caffè, sigaretta, e al lavoro.
Ci ho impiegato tre settimane, tra lettura (anzi, letture), correzioni e riscrittura. Qualche riflessione, ancora troppo personale, l’ho cancellata, lo ammetto, ma erano riflessioni che non mi appartenevano più.
Però quando ho scritto la parola FINE, quanto sono stato bene!

Le nostre storie ci abbandonano, per poi tornare.

La mia storia è partita, è stata valutata, e ho firmato questo nuovo contratto di pubblicazione!
Quando ho inviato la mail col manoscritto mi sono sentito come se un pezzo di me mi stesse abbandonando, perché un po’ tutte le storie lo fanno.
Ci lasciano già dal momento in cui le scriviamo, per poi tornare, con i sorrisi dei lettori, le mail, le recensioni, o semplicemente con il romanzo stretto tra le nostre mani.

Se vi state chiedendo il nome dell’editore che ha voluto scommettere sulla mia prossima storia, eccolo: Sága Edizioni.
Vi basta cliccare sul nome per visitare il loro sito web.

La prossima

È domenica, sono le 19:00 e ho finito da poco un altro editing, è per un progetto che uscirà quest’anno, ve ne avevo parlato nell’articolo sull’attesa, devo terminare un racconto per un’antologia, e poi prenderò l’ennesima storia incompleta, perché penso sia ora di farla vivere, come avrebbe dovuto fare già da tanto tempo.

Tra tutti i progetti che usciranno, qualcosa si inizia a muovere, ho già una data per un’uscita, ma adesso è ancora troppo presto.

Noi andiamo sempre avanti, senza mai fermarci, con i nostri obiettivi saldi, e una grinta imbattibile.

Solo noi possiamo crederci, nessuno può farlo al posto nostro, giusto?

Avanti tutta, sognatori!



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