#VitaDaScrittori: l’esclusione

Gli incontri.

Nel corso degli ultimi cinque anni ho avuto modo di incontrare molte persone che lavorano nell’editoria.

Ho fatto in modo di accrescere il mio bagaglio di esperienze e di far tesoro di tutto ciò che ho, e sto, imparando. Sono però incappato in diverse situazioni spiacevoli. Oggi voglio parlarvi di una di queste.

L’Esclusione.

editoria-giacomo-ferraiuolo

Quanto è vero il concetto che l’unione fa la forza, tanto è vero anche che creare gruppi facendo muro ed escludendo gli altri porterà solo alla ‘distruzione’.

Sono finito in tanti gruppi ‘elitari’, nei quali una volta entrato dovevi sottostare alle regole imposte dal capo branco, perché sì, si parla di branco in questo caso.

Fortunatamente me ne sono svignato subito, non appena sentivo quella puzza nell’aria, puzza di malato.

Sono stato in gruppi dove venivano estratti dei nomi e venivano attaccati i poveri malcapitati. Oppure dove si veniva messi alla gogna solo per aver espresso un’opinione.

Qualche anno fa mi sono anche inimicato una persona che pensavo fosse influente, solo per aver preso le difese di un autore messo al muro perché aveva detto semplicemente la verità.

Il branco

editoria-branco

Fare branco serve, è vero che serve, ma serve ai deboli per sentirsi forti. Serve per cercare di ergersi dal mucchio quando da soli non ci si riesce.

È dalla mia adolescenza che sono vittima di esclusioni, di branchi di imbecilli, e ne sono sempre uscito vincitore. La loro cattiveria è sempre stata la mia forza.  Ho sempre dimostrato di essere al di sopra di loro, ho continuato a farlo, e continuerò.

Adoro fare gruppo, solo quando farlo non significa escludere persone. E alcune volte mi ci sono trovato in mezzo anche io, anche io ho escluso, forse accecato dalle cose sbagliate.

Il branco nell’editoria.

Nell’editoria, tra autori, spesso si fa la guerra tra poveri, ci si esclude al posto di includersi e di confrontarsi per crescere insieme.

Questo perché si ha paura che le persone possano rubarci il posto, o possano privarci delle nostre occasioni. O solo perché si è convinti che chi non segua la nostra strada sia un demone da esorcizzare.

Alcuni di questi ‘autori’ si fanno forza così, accrescendo solamente il loro ego.

Ricordate però che sono i nostri libri a parlare per noi, non di certo la facciata che utilizziamo sui social.

Escludere non porta alla crescita e al miglioramento, ci rende prigionieri del nostro piccolo giardino, quando al di fuori c’è una foresta da scoprire. Facendo così si perdono occasioni, opportunità e si perde la cosa più importante, quella di conoscere nuove persone e crescere.

Includete.

#VitaDaScrittori-2

Apritevi a tutte le opportunità, perché non c’è nulla di male ad includere, ne può solo accrescere la nostra esperienza.

E a tutti voi che adorate escludere gli altri, ricordate che vi fate forza solo su sentimenti negativi, che non vi porteranno a nulla di buono. 😉

(Sorry not sorry)

2 risposte a "#VitaDaScrittori: l’esclusione"

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  1. includere vuol dire cambiare assetto del gruppo: da maschio alfa (capo- accolito) a sistema cooperativo. non è così immediato, perchè la paura dell’ esclusione è un potente deterrente dell’autodeterminazione personale. fa così paura che può diventare angoscia .. e se diventa angoscia si va nell’incubo…

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