Pillole di Vita: L’Editor e la lavatrice.

Cosa hanno a che fare un editor e una lavatrice?

Buongiorno amici, questa volta faccio uno strappo alla regola di Pillole di Vita, perché la protagonista di questo articolo è diventata una tra le persone più importanti della mia vita. Vi racconto però il nostro primo incontro, perché ha del magico.

Inoltre è pt.1 perché nello stesso periodo ho incontrato un’altra editor/scrittrice, che da allora non ho più rivisto, ma che in qualche modo mi ha cambiato.

pillole-di-vita-rita-cioce

Brancolando nel buio.

Erano anni che provavo a capire come pubblicare una delle storie che avevo in mente. Erano partite alcune collaborazioni per web series, morte sul punto di nascere, registi indipendenti interessati ma che non avevano budget e, navigando nel web, sembrava così normale dover sborsare qualche migliaio di euro per farti pubblicare da una Casa Editrice.

Sì ragazzi, nel 2014-2015 se cercavi su Google: Come pubblicare un libro, l’editoria a pagamento era ancora per poco una cosa normale!

Lavoravo in una grande catena di negozi, da un anno ero diventato part-time, e dopo i primi pensieri negativi, avevo deciso di utilizzare tutto quel tempo libero nell’inseguimento dei miei sogni: tornare a scrivere.

Ero frustrato, non mi piacevano le scelte che avevo preso e la direzione nella quale volgeva la mia vita. La notte quei pensieri mi fagocitavano, ma non avevo il coraggio di dare la svolta. Il solo pensiero di fermarmi e semplicemente pensare mi terrorizzava.

Ricomincio però a sognare. Apro l’ennesimo file word e rispolvero la sceneggiatura che avevo scritto 10 anni prima, nel 2005, per l’ammissione alla scuola di cinematografia.

Ovviamente anche quel sogno era rimasto chiuso ad ammuffire nei miei cassetti-dei-progetti-finiti-sul-punto-di-nascere XD

Maggio 2015

Quella mattina faceva caldo, l’appartamento che avevo preso in affitto era una fornace, pensate che faceva più caldo nell’appartamento che all’esterno sotto il sole cocente. Dopo la seconda doccia guardo l’ora, era quasi mezzogiorno e avrei dovuto attaccare alle 14:00, decido così di rubare un po’ d’aria condizionata dal negozio dove lavoravo.

Arrivo con due ore d’anticipo e, mentre chiacchiero con una collega, mi giro verso l’ingresso del negozio e vedo entrare una ragazza, ci guardiamo, sapevo che dovevo andare a parlarle.

La ragazza aveva bisogno di una lavatrice.

Rita-Cioce

La domanda.

Mentre parliamo di lavatrici e cicli di lavaggio mi guarda, sorride e chiede:

‘Ti piace veramente questo lavoro?’

Annuisco. Doveva piacermi per forza quel lavoro. Contratto a tempo indeterminato. Il mio futuro. L’affitto da pagare, le bollette, le cene al ristorante, i week end fuori. Sì, doveva piacermi.

Lei scuote la testa. ‘Dai tuoi occhi si vede che non ti piace. Dimmi la verità.’

Lo ammetto. L’ho ammesso. Non mi piaceva, quel lavoro mi distruggeva. Mi fagocitava e poi mi risputava a pezzetti sull’asfalto rovente di una qualunque mattina di maggio.

No, non mi piaceva, mi faceva schifo, mi prosciugava, io avevo sogni, avevo obiettivi. Volevo dare una svolta.

‘Cosa fai nella vita?’ le chiedo.

‘Mi occupo di comunicazione e sono editor per scrittori emergenti.’

Sgrano gli occhi.

Lei inizia a raccontarmi del tour che stava organizzando a questo autore, mi parla di lui, del suo libro, mi scrive su un pezzo di carta l’indirizzo del blog.

Apro la bocca e le parole escono da sole: ‘Eccomi, sono uno scrittore emergente’.

Io? Scrittore? Non avevo pubblicato niente! Non sapevo neanche come formattare un file word!

‘Ma che dici, Giacomo!’ pensai, ma ormai il danno era fatto.

Sapete cosa mi rispose?

‘L’avevo immaginato.’

Parliamo di sogni.

Mi da il suo biglietto da visita, a breve si sarebbe trasferita a Nettuno e mi aveva promesso che ci saremmo rivisti. Avevo toccato il cielo. Già m’immaginavo mentre firmavo il foglio delle dimissioni e approdavo nelle librerie, con file interminabili di persone pronte a farsi firmare i miei libri… che immaginazione fervida! XD

Le scrivo. Ci diamo appuntamento. Rimanda.

La fila di persone nella libreria sognata si dimezza.

Le riscrivo. Altro appuntamento. Non riesce a scendere a Nettuno.

La libreria sognata si svuota.

Le parlo timidamente dei miei progetti. Lei è interessata. Ma rimandiamo, gli impegni la tenevano ancora a Roma.

I libri sognati col mio nome in copertina prendono fuoco.

Mi ritrovo da solo, in quella libreria immaginata, durante il giorno della chiusura definitiva. Mi ripeto: basta sognare, sii realista.

Mai frase più errata!

La piadina e la birra al chiaro di luna.

editor

Arriva l’estate, la lavatrice Indesit che le avevo venduto andava una bomba, lei è a Nettuno e finalmente ci vediamo, vado a prendere due birre e due piadine. Avevo il cuore a mille. Finalmente conoscevo una persona che viveva grazie ai suoi sogni, che aveva avuto le palle di dare una svolta alla sua vita.

Mi presento a casa sua, doveva solo essere una cena di benvenuto a Nettuno e quattro chiacchiere tra amici.

Dopo un po’ che parliamo guardo l’ora, si erano fatte le due di notte!

Abbiamo parlato di tutto, ragazzi, penso una delle serate più belle della mia vita.

Sapete perché? Perché da quel momento lei oltre alla mia prima editor, è diventata la mia coach di vita, la mia migliore amica, la mia sorella acquisita, la mia confidente.

Se sto vivendo questo sogno è anche grazie a lei che mi ha spronato e guidato. Che mi ha cazziato e mi ha abbracciato nei momenti di sconforto. Con lei ho brindato le vittorie, con lei ho pianto.

Lei mi ha aperto la sua casa quando non avevo un posto dove dormire (ed è accaduto).

Lei mi ha aperto il suo cuore e la sua vita.

Cosa mi ha insegnato?

Rita-Cioce

Credici sempre. Non permettere a nessuno di poter decidere per te. I tuoi sogni sono solamente tuoi e tu hai il diritto di viverteli e di realizzarli. Sempre integro con te stesso e con le persone che sono al tuo fianco, ma sempre focalizzato su ciò che desideri e che ti fa stare bene.

Faccio uno strappo alla regola questa volta,, anche perché in Pillole di Vita vi parlo di quegli incontri unici, e vi lascio con il link del suo blog.

Grazie Rita, Ti Voglio Bene!

 

 

4 risposte a "Pillole di Vita: L’Editor e la lavatrice."

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