#VitaDaScrittori: Le piccole svolte

Come vi ho promesso, rieccomi ad aggiornarvi con la rubrica #VitaDaScrittori.

L’ultima volta vi avevo parlato dell’idea del nuovo romanzo e della scaletta che dovevo seguire, poi ho interrotto in maniera brusca la rubrica, vi chiedo scusa, ma quando la vita ti cambia radicalmente, lascio sempre qualche pezzo indietro.

Quel romanzo l’ho terminato, con tanta fatica, anche perché era qualcosa di diverso dal mio solito, è infatti il mio primo thriller psicologico, anche se all’interno ci sono molte influenze horror, e a distanza di oltre un anno da quell’ultimo post, il romanzo ha trovato finalmente casa.

Vi racconterò tutta la stesura, perché ce ne sono di belle da dire! XD

L’ho terminato a gennaio di quest’anno, penso di non aver mai impiegato così tanto tempo per scrivere un romanzo!

scrittore-letteratura

Il Cambiamento.

Nel frattempo avevo un bisogno impellente di provare un cambiamento, sentivo la necessità di rapportarmi con altri autori horror e con altre realtà. Capire anche che cosa è l’editoria, iniziare a uscire dalla mia comfort zone per mettermi alla prova, è nato tutto come una sfida contro me stesso.

Io sono una persona molto curiosa, adoro scoprire nuove cose e assaggiarle. Mi capitano sotto mano alcuni concorsi, uno in particolare era Horror Storytelling della Watson Edizioni, premio molto ambito nel panorama horror. Mi lancio nella scrittura di un racconto ‘La Collezione di Bambole‘, un racconto lungo ben venticinque pagine.

La fine.

Nel frattempo, durante l’estate, avevo toccato il fondo, la morte e la malattia avevano deciso di piazzarsi al mio fianco. In più di un’occasione avevo pensato di mollare tutto, avevo perso la voglia di mettermi in gioco, di crescere, di conoscere e di… vivere.

Questo status mentale maledetto aveva anche minato la stesura del romanzo che procedeva lenta, e sapevo, dentro di me, non soddisfacente.

A settembre torno a Firenze e in una mattina di solitudine, adoro i miei momenti di solitudine, scoppio a piangere, apro il pc e butto giù un racconto. Una storia di vita. Un racconto di narrativa.

Lo mando a tre autrici che stimo molto, e tutte e tre mi hanno risposto che quel racconto le aveva toccate e che dovevo farlo leggere.

Tempo una settimana e scopro di quest’altro concorso, questa volta indetto dalla Historica Edizioni.

Lo invio.

Nel frattempo Letteratura Horror, portale storico sull’editoria horror lancia il Contest Halloween 2019, scrivo un altro racconto, questa volta per utilizzare un termine inglese, un flash fiction, credo duemila battute, e invio anche quello.

Il Sì.

Si avvicina Halloween e nell’arco di una settimana scopro i risultati di Horror Storytelling e Letteratura Horror, i miei racconti avevano passato le selezioni!

Per quello della Watson sono scoppiato a piangere… che frignone, ve’?

Vi mostro con orgoglio le cover.

 

Passano altre due settimane e iniziavo a pensare che forse il concorso di narrativa non era andato, e invece mentre ero in ufficio mi arriva la mail: era stato selezionato anche quello.

Indovinate? Corsi in bagno e mi dovetti asciugare gli occhi.

cultora

Intimità.

Quel racconto intitolato ‘Non ho mai vissuto’ è dedicato a mio padre, ci credete che ho in libreria la raccolta dove è contenuto, con tanto di dedica per lui, e non ho mai avuto il coraggio di farglielo leggere?

Non so, vivo la scrittura come qualcosa di intimo, far leggere le mie storie è un po’ come mettermi a nudo, perché per quanto possano essere macabre, tra le parole e il sangue c’è tanto di me.

Durante Più Libri Più Liberi escono i due volumi, Horror Storytelling 4 e I Racconti di Cultura, con tanto di presentazioni, e vedere il mio nome in mezzo a quello di tanti autori che non conoscevo, o che conoscevo solo di fama, non ha potuto che rendermi orgoglioso.

Il No.

Ovviamente a ogni Sì c’è anche un No dietro l’angolo. Ebbene sì, c’è stato un rifiuto quest’autunno, ero rimasto sorpreso dalla mia reazione, lessi la mail e pensai: ah, vabbè, sarà per la prossima volta.

Sapevo che qualcosa di ancora più grande era dietro l’angolo, e sono giunte tutte queste belle notizie.

Se visitate la mia pagina Pubblicazioni, vedrete che non sono le prime antologie a cui partecipo, ma per tutto il 2018 era rimasto fermo, e anche per gran parte del 2019 (tranne che per l’uscita di Stanza 218), quindi avevo quella necessità di rimettermi in gioco e… ho vinto.

Quindi, fatelo ragazzi, arriveranno dei ‘no’, questo è certo, ma per ogni NO il Sì successivo sarà ancora più dolce da assaporare!

Avanti tutta Sognatori!

2 risposte a "#VitaDaScrittori: Le piccole svolte"

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  1. E’ stato emozionante seguire i tuoi successi passo passo, e lo è stato nuovamente leggendo adesso queste tue parole. Penso che sia normale avere una sorta di timore o di remora nel far leggere i propri scritti a chi ci conosce profondamente, perché per quanto possiamo provare a inventare storie e personaggi alla fine la mano che muove tutto è la nostra, i sentimenti sono i nostri. Gli sconosciuti possono non riuscire a leggere tra le righe parti reali di noi stessi, ma chi ci ama, chi ci è sempre stato accanto credo sia la prima cosa che avvertirà, e allora l’ansia immagino sia doppia.

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    1. Tesoro, che bello leggere queste parole ♥️ ci sei sempre stata, e sei una tra le persone più speciali che questo viaggio mi ha fatto conoscere. Per quanto riguarda la scrittura è proprio come dici te. Arriverà il momento in cui mi sentirò pronto di farglielo leggere, ne sono certo.

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