#VitaDaScrittori: Dall’Idea alla Scaletta.

Dove eravamo rimasti? All’idea.

L’abbiamo appuntata e abbiamo trascorso diversi giorni pensando a come trasformarla in una bozza di romanzo, vero?

Idea, Romanzo, Scaletta, Trama

Perché è proprio quello che mi sta succedendo in questi giorni. Con un romanzo in uscita, un’altro consegnato a una beta per una lettura in anteprima, ora sono in fase ‘Bozza’ o ‘Scheletro’ come adoro chiamarlo io.

In questa fase le domande che ci affollano la testa sono veramente tante.

Pariamo dalle più semplici:

Chi saranno i protagonisti?

Dove verrà ambientato?

Qual è l’intreccio?

Spesso tutte queste domande riceveranno una risposta in maniera naturale, anche semplicemente scrivendo il nostro romanzo, o racconto.

Altre volte sentiamo un bisogno impellente di dare una risposta a tutto ciò prima di cominciare la fase di scrittura.

Molti autori utilizzano la tecnica della scaletta:

Creano una sorta di sinossi estesa del romanzo, spiegando capitolo per capitolo cosa accadrà.

Trovo che sia ottima per non perdere di vista il focus della nostra storia e tenere sempre presente in che direzione vogliamo andare.

Ho visto tante scalette dei miei colleghi e ragazzi, credetemi, sembrava di aver di fronte un vero e proprio romanzo riassunto!

Mi complimento con loro, perché evidentemente sono persone molto ordinate.

Giacomo Ferraiuolo, scrittura, autori

Il mio Scheletro.

Per quanto possa essere giusto il loro metodo, io da inguaribile disordinato, più che una scaletta prendo dei semplici appunti sul romanzo. Cerco di dare una collocazione alle idee principali e come in questo caso, essendoci un intrigo un po’ complesso, ho dovuto buttar giù una sorta di albero genealogico.

Sfido chiunque a leggere i miei appunti e riuscire a capirne qualcosa!

Io stesso mi ci perdo!

L’altro metodo, che in genere è quello che ho più a cuore è:

Non avere un metodo!

Il pensiero libero!

Per le altre storie ho sempre e solo tenuto a mente, in linea generale, la storia che volevo scrivere con un abbozzo dei diversi personaggi. Una linea di background era sufficiente, perché partendo da quella sapevo che avrei approfondito durante il romanzo per dare ai personaggi tridimensionalità e rendendoli reali.

Mi interessava sapere solo una cosa: quando si svolgeva la storia, dove, e il messaggio che volevo lasciare.

Perché sì, nonostante io scriva horror, cerco sempre di lasciare un messaggio nei miei scritti. A volte in modo esplicito, altre volte no.

E spesso mi trovavo a passeggiare per la mia città parlando tra me e me, cercando di ordinare la mia idea, darle un senso logico e una linea temporale.

Sempre di grande aiuto sono state le telefonate con i miei colleghi.

Loro lo sanno a cosa vanno incontro quando ricevono un mio messaggio con scritto:

Ci sei per una mezz’ora?

Li chiamo, dall’altro capo silenzio, parlo per mezz’ora circa, minuto più, minuto meno. Racconto tutta la storia e loro sono lì ad ascoltarmi. Mi correggo da solo, mi pongo le domande e cerco di darmi una risposta.

Trasformo la mappa mentale in un qualcosa di concreto.

Quando mi sento pronto e credo di aver risolto tutti i dubbi sta a loro confermarmi che tutti fili liscio o no.

(E il più delle volte prego che tutto fili liscio, basta un no per distruggere l’intera trama!)

Insomma, ora sono in fase di scheletro di questo romanzo, e vi confido che ho già scritto una trentina di pagine di prova del romanzo.

Voi invece?
Utilizzate una delle tecniche che vi ho elencato o avete la vostra personale?

G.

 

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