#VitaDaScrittori: L’Idea

È sempre così, quando siamo impegnati in qualcosa eccola lì, che nel marasma di pensieri, compare fugace l’idea per il nuovo romanzo.

A quanti è capitato di intravederla far capolino per poi fuggire via, come un rapinatore fresco di colpo, mentre eravamo impegnati in un colloquio di lavoro, o anche mentre stavamo pagando la spesa appena fatta?

Pensate che mi è successo anche ieri, entro nel supermercato, premetto che a casa il frigorifero era vuoto, quindi la mia premura era quella di procacciarmi cibo.

Beh, esco dal supermercato con un finocchio e due arance.

Giacomo Ferraiuolo, Scrittore

Però ero riuscito a catturare l’idea, dopo un lungo inseguimento tra il banco frigo e i surgelati, l’idea era mia!

L’Agenda, la nostra migliore amica!

Sì, con la A maiuscola, un po’ come quando cataloghiamo i nostri amici in: Amici e semplicemente amici. Quella lettera maiuscola fa un po’ di differenza, vero?

Non ditemi che bisogna sempre avere un’agenda dietro.

Io ce l’ho, ne ho una per ogni borsa:

Ho l’agenda color oro nella tracolla, l’agenda marrone nella valigia, e quella a cui sono più legato, con tanti aforismi, nella borsa del mac. Oltre a svariati post it che affollano le tasche dei miei giubbotti, insieme a scontrini e biglietti da visita.

(Ho un brutto vizio di spostare tutto questo mucchio di carte da giubbotto a giubbotto, un po’ come fossero dei santini.)

Insomma, l’idea sfuggente è spesso quella giusta o no?

Questo è sempre il dilemma.

Un po’ come quando sogniamo qualcosa, ci sembra di aver vissuto nella storia più figa di sempre e quando, trascorsa l’euforia, chiamiamo il nostro migliore amico per raccontargli il nostro sogno, scopriamo che non era poi così figo.

A me è successo veramente tante volte.

Idee grezze che affollavano le mie agende.

Frasi mozzate.

Pensieri.

Sogni, o forse sarebbe meglio chiamarli incubi.

Giacomo Ferraiuolo

Ma cosa era veramente buono? E cosa dovevo scartare?

Molte volte mi sono trovato a parlarne con altri autori, non riuscivano a trovare la strada giusta. Nella loro idea non c’era, o sarebbe meglio dire non trovavano, l’ingrediente giusto.

Perché scrivere una storia è un po’ come cimentarsi in un piatto nuovo, o come dipingere un quadro, ci deve essere quel pizzico di noi per rendere il tutto speciale e unico.

Ebbene sì, quello che credo io è che ogni idea che abbiamo può essere quella giusta, niente è mai da scartare, perché sta a noi trasformarla in qualcosa di meraviglioso.

Alcune mie idee.

Un paio di anni fa ero in contatto con un regista indipendente, gli presentai una sceneggiatura cinematografica e lui ne fu entusiasta!

Sapete da dove era nata l’idea?

Da un litigio, un brutto litigio da cui ne uscii con un labbro spaccato e una rabbia incontrollabile.

Quel giorno ebbi veramente paura dell’essere umano e delle sensazioni che provai, erano nuove; erano brutte. L’idea dell’uomo che abbraccia il suo istinto animale, quella fu l’idea della sceneggiatura.

Il resto venne da sé.

L’idea che è alla base di Nora? L’essere incompresi.

Era un periodo in cui sentivo come se nessuno riuscisse veramente a capire cosa volessi dire. A volte credevo di aver perso la facoltà di comporre frasi di senso compiuto ed eccola, come un fulmine, l’idea:

Scriverò di una donna incompresa da tutti e da se stessa.

Nora iniziò a prendere vita e il resto è storia, anzi no, il resto potete leggerlo nel romanzo!

Cosa vi consiglio?

Di appuntarvi SEMPRE le idee che avete, che siano una trama, che sia una scena, non importa.

Scrivete sempre tutto perché vi potrà essere utile o perché no, magari quella scena che avete pensato vi potrà aiutare quando, anche a distanza di tempo, vi troverete in un punto morto durante la stesura di un romanzo. Chi può dirlo, sono però sempre un valore aggiunto della nostra creatività e che ci crediate o no, quasi tutti i racconti o le storie che ho scritto sono nate da idee, da stralci di discorsi e da sogni.

E sapete cosa farò questa sera?

Sistemerò tutti i pezzi di carta appuntati… Ecco, se dovessi sparire non preoccupatevi, sarò sommesso tra le scartoffie!

Ora  però voglio farvi una domanda:

Qual è il luogo più strano dove avete avuto un’idea?

Nel prossimo appuntamento che ne dite di vedere come trasformare quest’idea nella prima bozza di un manoscritto?

 

G.

 

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