Il tormento della critica cos(dis)truttiva

Eccoci di nuovo a parlare della dura vita dello scrittore.

Qualche settimana fa vi ho parlato su come affrontare il rifiuto e come io stesso l’ho superato. Oggi invece, dato che adoro farmi del male, vi parlerò di un altro argomento abbastanza ostico:

Le Critiche.

Giacomo Ferraiuolo Horror Nora

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.

(Charlie Chaplin)

Diciamo che a quasi tutti noi scrittori si addirebbe questa:

Impara a sopportare la critica. Non essere un bambino viziato dalle tue stesse opinioni.
(Adolph Knigge)

Non dite di no!

Tutti noi quando decidiamo di esporci dobbiamo tener conto che riceveremo critiche, costruttive o meno.

Le critiche sono il prezzo della ‘fama’.

Ovviamente nessuno ne è immune.

Io ne ho ricevute molte, alcune costruttive altre distruttive. Ed è proprio su quelle distruttive sulle quali voglio soffermarvi.

Volete che vi copi qualche ‘estratto’?

In merito a uno stupro che avviene nel mio romanzoNora‘, evento importante nella trama, perché da questa azione violenta e, che assolutamente non condivido, avrà inizio il viaggio di Christian, uno dei personaggi cardine del romanzo.

Nella stessa recensione di cui vi parlerò, viene affermato che dal modo in cui viene presentato lo stupro io faccia intendere che è normale per OSS e infermieri stuprare i pazienti (ma dai, forse stava scherzando! Lo spero veramente!)

Lo stupro non è importante ai fini della storia, anzi, non se ne parlerà proprio più, il che mi fa domandare il motivo della sua presenza lì, descritto oltretutto in modo dettagliato, come a voler “eccitare” il lettore di fronte a questa violenza.

Parere personale del lettore? Ci può stare.

Visione stravolta e esagerata? Credo di sì.

Ora su questa recensione ci tengo a raccontarvi un aneddoto:

Durante le fiere accade spesso che mi approcci gente che ha letto le mie storie e che ha voglia di scambiare qualche parola con me. Durante il Salone Internazionale del Libro vengo approcciato da una ragazza, lei sorridente si presenta come una lettrice entusiasta di Nora, mi chiede un selfie e io emozionato mi scatto una foto con lei, scambiamo quattro chiacchiere e dopo un paio di giorni scopro che è stata proprio lei a scrivere questa recensione.

Mi è cascato il mondo!

Cosa ci avrà fatto con quella foto? E poi, la domanda principale è: perché?

Altro piccolo estratto di un’altra recensione, vi premetto che inizialmente sembrava una recensione onesta. Un po’ cruda e ci sta. Più di una volta ho ribadito che Nora è stato Sold Out al Salto e al Romics perché per me è motivo di grande orgoglio.

E in questa recensione dopo un po’ si legge:

Poi perchè scrivere che ha partecipato al Romics e alla fiera di Torino? Per caso l’autore pensa che vendere allo stand di queste manifestazioni sia un segno che “uno è arrivato nel settore”?

Chi viene a conoscermi in fiera sa che per me essere lì è ancora un sogno!

Altro parere personale che viene scritto in una critica al romanzo, non a me come autore o persona.

Le critiche, però, non arrivano solo dalle recensioni.

Ho ricevuto una critica aspra anche da un editore.

Dopo aver ricevuto diversi elogi, quest’editore ha scritto un post in cui invitava a chi lodava Nora di smetterla in quanto io, essendo un autore esordiente, alla seconda pubblicazione, non potevo aver scritto un romanzo che era piaciuto tanto.

Che botta ragazzi!

E in tutto ciò io?

Ora immaginatemi, fresco di rifiuto, a dover presenziare alle fiere con il sorriso e la voglia di essere lì con i miei amici e colleghi, firmare le copie dei miei libri con il pensiero fisso su quel NO, tornare a casa soddisfatto e con una voglia enorme di poter fare sempre di più, aprire Internet o Facebook e leggere ciò.

Ho abbozzato, non nego di esser caduto in alcuni down emotivi profondi e con il pensiero fisso che era stato tutto un sogno e come tale prima o poi sarebbe dovuto terminare.

Stavo facendo il loro gioco!

Dopo un po’ le critiche cosdistruttive sono finite. E lì ho capito una cosa molto importante.

Mi sono sentito come se mi stesse mancando qualcosa, perché diciamoci la verità in fin dei conti è proprio vero che bene o male che sia: l’importante è che se ne parli.

Forse ho creato un po’ di rumore, forse sono diventato un po’ scomodo per qualcuno?

Ma poi per cosa? Io credo che ci sia sufficiente spazio per tutti.

Il giudizio fa male amici, lo so bene, e credo che lo sappiate anche voi; ma bisogna accettare tutto, le ferite servono per forgiarci, giusto?

Giacomo Ferraiuolo, Critica Letteraria, Horror

Sono giunto alla conclusione che dobbiamo prendere tutto ciò che ci viene donato perché fa parte del nostro bagaglio d’esperienza.

Noi sappiamo chi siamo, sappiamo quanto valiamo e quanto possiamo. Non sta agli altri ricordarcelo o distruggere ciò che abbiamo deciso di essere perché in fin dei conti siamo noi che scegliamo cosa essere.

Sta di fatto che se volete martirizzarmi fatevi avanti, Nora vi aspetta e a breve vi aspetterà anche… shhh tra poco lo scoprirete.

E voi?

Avere ricevuto questo genere di critiche? Come avete reagito? Raccontatemelo e fatemi sapere se condividete il mio pensiero!

G.

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