IL NO (dal punto di vista dello scrittore)

Quante volte avete ricevuto un ‘no’?

Molti autori credono che una volta scritta la parola fine su un manoscritto il lavoro sia terminato.

In realtà si è appena all’inizio.

Si comincia così una ricerca dell’editore perfetto, si passa dalle CE EAP alle NoEAP, si leggono recensioni, pareri, a volte si contattano anche autori che fanno parte della Casa Editrice che è stata adocchiata e, quando si è certi di aver trovato l’ambiente giusto per far nascere la nostra opera, ci si prepara per l’invio del manoscritto.

Il nostro destino è quindi segnato.

Passano così giorni di trepidante attesa, a volte mesi, la speranza di un esito positivo cresce fino a raggiungere il culmine per poi affievolirsi.

E a volte giunge la mail che non vorremmo mai leggere:

Il NO.

Giacomo Ferraiuolo Rifiuto Casa Editrice

ACCETTARE IL RIFIUTO

Forse questa è la fase più difficile: quella di accettare il no.

Ebbene sì, la nostra opera è stata rifiutata, non è piaciuta o semplicemente non rientrava nelle linee editoriali.

Una bella botta da mandar giù, vero?

Come reagire?

Ho letto di autori che hanno screditato la Casa Editrice in questione, inutilmente aggiungerei.

Ho saputo di autori che hanno finto di non aver mai ricevuto una risposta. (nascondendo il rifiuto come fosse una malattia terribile)

Ho visto autori raccontarlo con tranquillità.

È proprio questo il punto.

 

COSA È UN NO?

Il no è semplicemente l’aver avuto il coraggio di mettersi in gioco e di aver cercato una casa per il nostro romanzo.

Il NO non è motivo di vergogna, a mio avviso è motivo di stima.

Non ci credete?

Sapete che Carrie di Stephen King prima di essere pubblicato nel 1974 fu rifiutato da innumerevoli case editrici?

Discorso analogo per la Rowling e il suo Harry Potter.

A proposito, leggete questo articolo de ‘Il Post‘.

Tutti i grandi Autori hanno ricevuto dei no, tutti i grandi Autori si sono rimboccati le maniche, tutti i grandi Autori hanno fatto tesoro del rifiuto trasformandolo in un motivo di rivincita.

E io? Come ho reagito?

Vi starete domandando se ho ricevuto dei NO?

Certo, specialmente a inizio ‘carriera‘ (passatemi il termine), ho ricevuto dei rifiuti, alcuni molto duri, altri invece argomentati.

E come ho reagito?

Ci ho dato dentro!

Pensate che una grande CE mi rispose: l’autore dovrebbe lavorare la terra!

Praticamente mi dissero (in maniera educata): braccia rubate all’agricoltura.

Non vi nego che ricevere questa risposta una settimana prima dell’uscita (in self) di Non Devi Dormire mi annientò, tant’è che mi dissi con gli occhi gonfi e la voce incrinata:

Io scrivere? Ma a chi voglio prendere in giro.

 

E invece? Mi sono messo in stand-by 24 ore; mi sono caricato, ho preso quel rifiuto come una sfida, ho lasciato che le ferite smettessero di far male (ferite che ora mostro con orgoglio) e mi sono rimesso in careggiata.

Era il 2016.

Il mio Primo Vero Rifiuto l’ho ricevuto nel 2015 ma ha avuto un impatto minimo.

Ora, a distanza di 2 libri, un terzo in prossima uscita, 10 collaborazioni e 7 ristampe vi dico a gran voce che ho ricevuto un altro rifiuto.

(Non è una notizia fresca, ma c’è un motivo per il quale non ho voluto e potuto ancora parlarne, lo scoprirete tra un po’.)

Cosa è cambiato dal primo no? 

In sostanza nulla.

Il classico pensiero: ma a chi voglio prendere in giro? È tornano prepotente, e l’ho subito cacciato dalla testa, allora si è insinuato dentro di me, come un veleno che si espandeva nelle vene, pompato dal cuore.

Sembrava come se stessi andando in cancrena.

Un giorno mi sono svegliato e mi sono specchiato, ho preso i miei due libri, ho riletto le recensioni online e ho pensato:

MA CHI SONO IO? COSA VOGLIO? COSA DESIDERO?

Giacomo Ferraiuolo Scrittore Casa Editrice

Illuminazione.

Quel NO mi ha fatto comprendere un’altra cosa, mi ha fatto capire che ero uscito fuori strada, che la pressione del giudizio mi aveva schiacciato e questa paura aveva preso il sopravvento.

Per cercare l’approvazione altrui avevo messo in secondo piano il significato che do alla scrittura:

CATARSI.

Avevo scritto una storia che era una semplice imitazione delle mie altre storie. Mi ero cassato, snaturando il mio vero essere.

Insomma, ero andato fuori strada.

Sapete come è andata a finire?

HO VINTO DI NUOVO.

(Presto vi svelerò di più)

 

Voi invece? Avete ricevuto dei rifiuti? Come avete reagito? Fatemelo sapere in un commento!

 

G.

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11 risposte a "IL NO (dal punto di vista dello scrittore)"

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  1. Ho ricevuto da poco il mio primo no, è stata una strana sensazione. Diciamo che in parte mi ero emotivamente preparata a quel no, forse però per ragioni diverse da quelle che invece sono state evidenziate, così è stato un po’ come essere spaccata in due. Da una parte venivo elogiata, però rimaneva quel responso negativo che in un primo tempo mi ha portata a dirmi “ecco sei banale, come hai potuto pensare di avere le capacità di scrivere? Solo perché divori libri su libri e perché ai bei tempi della scuola la prof. di italiano ti piazzava sempre otto nei temi? Ennesimo fallimento della tua vita di sognatrice”. Eppure quegli elogi al mio lavoro continuavano a ronzarmi in testa, insieme alle voci di tutti i miei personaggi (sono esseri estremamente chiassosi!), così ho cominciato a fare bei respiri e mi sono presa un po’ di tempo, cercando di osservare quel risultato da tutti i punti di vista, la soluzione? Beh, rimaneva comunque un no, ma allo stesso tempo rimaneva il riconoscimento al mio lavoro, al mio impegno, al mio stile, e da lì sentivo di dover ripartire. Gli esseri nella mia testa continuano ancora adesso a urlare come dei dannati, ed io ho scelto di ascoltarli, dandogli però il compito di ricordarmi il consiglio che mi è stato dato, osare, stupire il lettore. Saranno loro a dettare la storia, ma sento che hanno deciso di farlo nel migliore dei modi, e prima o poi arriveranno a raccontare le loro vite anche alle orecchie dei lettori.

    Piace a 1 persona

    1. Oh, hai scritto delle cose vere e giuste! Quoto a pieno la tua risposta! 🙂
      Credo che un’arma che possiede lo scrittore è proprio quella di poter stupire il lettore!
      Ci credi che ho imparato anche dal no ‘vai a zappare la terra’? :p
      Tutti i no che ho ricevuto mi hanno insegnato qualcosa. L’ultimo che ho ricevuto è stato forse il più produttivo perché era argomentato e mi ha portato sulla strada giusta. 😉

      Mi piace

    1. Bravissimo! I ‘no’ servono per rafforzarci, ed è normale essere scoraggiati. Sai che il mio primo no l’ho ricevuto proprio per il racconto che poi ha dato nome a ‘Non Devi Dormire’? (la mia prima raccolta) proprio perché per me è stata una rivalsa! Ma immagina lo stato d’animo in quel momento, era il 2015 e muovevo i primi passi nell’editoria.
      Ho notato una cosa, dopo un rifiuto arriva sempre qualcosa di più grande! Quindi ‘AVANTI TUTTA’!

      Piace a 2 people

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